top of page

DICEMBRE NEL CASTELLO DI FAMIGLIA

MAGIA E MISTERO SCATURISCONO DA OGNI ANGOLO


Natale ha il dono di tenerci nel presente. 

Quel senso di calore che emanano le sue luci, i rituali, le musiche, i regali progettati e acquistati per far felici gli altri... 

La casa che profuma del cibo delle feste, di dolci appena sfornati, di mandarini sbucciati, della legna che brucia nel camino...

La notte di Natale, fuori dalla chiesa, il Vin Brulé nei bicchierini che scalda le mani e lo stomaco, a piccoli sorsi. Tutto emana un spirito magico e caldo.

 

Quali sono i vostri rituali delle feste?

I nostri durano più di un mese. Al castello infatti tutto inizia con gli allestimenti nei saloni, a fine novembre. Prima di preparare i dolci che vengono esposti sulle tavole preparate per rievocare e raccontare il Natale delle nostre tradizioni! La preparazione dei dolci è un appuntamento bellissimo, un modo di stare insieme al di là degli impegni, nello spazio privato che ci prendiamo in queste occasioni. E già questo diventa una festa!

 



Noi mamma e figlie lo viviamo così. 

Adesso anche i nipotini si stanno avvicinando ai rituali, e mostrano di coglierli pienamente!

È incredibile vedere con quanto entusiasmo partecipino, con quanta intelligenza si applichino, per capire e cogliere ogni gesto, ogni sguardo della nonna Rita, che fra mille sorrisi guida le manine e le testoline, educa i palati, insegna il galateo (a quello non si rinuncia mai!!) e trasmette i segreti della cucina che la sua nonna Vera le ha insegnato quando era una bambina.

 



Per noi preparare è un modo per pregustare e al tempo stesso ripercorrere lo scorrere del Tempo attraverso le generazioni e le unioni delle radici familiari. È un modo di legare nel filo del tempo i ricami, che sono gli eventi della nostra vita, anno dopo anno. Ci si ritrova in cucina, un pomeriggio di dicembre, e si preparano i dolci. Papà accende il camino in sala, e allegramente si muove per casa, sempre immerso nelle sue cose. Ogni tanto compare sulla porta sorridendo allegro, e chiede a che punto sono i lavori. Il profumo nell’aria ci riempie tutti di un’euforia profonda, misteriosa e antica. Si chiacchiera, si ride, si fanno sempre progetti e si parla dell’anno che se ne va. Non con nostalgia, ma con gratitudine ed energia. Si rivedono tutte le cose in prospettiva.



 

È qui, in questa grande magnifica fucina di cervelli che è la cucina di famiglia, che si forgiano i nostri caratteri, da sempre. Qui coltiviamo i sogni, nutrendoli di profumi e sapori. Qui amiamo e conosciamo gli ingredienti della tradizione. Impariamo a lavorarli, talvolta colmiamo le lacune sperimentando, o sfogliando qualche vecchio libro di cucina storica per comprendere meglio i passaggi che la memoria non ha conservato.

Quando si dice “la ricetta della felicità”...

 



Saper cucinare è molto di più che una questione di sopravvivenza. È portare avanti la vita con tutte le sue credenze più profonde. È controllare gli eventi, guidandoli. È - come dice mamma Rita - immedesimarsi nel cibo, per capire se è cotto! È un’idea molto buffa, ma rende benissimo la prospettiva del “dal di dentro” che vale sempre la pena di assumere nelle situazioni. Empatizzare con le nocciole e le mandorle che si stanno tostando significa aprire il cuore e i sensi al profumo, al suono che fanno nella padella, al colore che cambia... E pregustare attraverso la vista e l’olfatto un profumo e una croccantezza. Significa infilarsi nella trama più segreta del tessuto delle cose. Chi cucina col cuore, con la mente, e con i sensi, sta compiendo una magia.

Non è diverso da empatizzare con un’altra persona, con i bambini, con chi sta in un punto differente del cerchio. Fare nostre le prospettive altrui ci fa crescere, ci fa acquisire sensibilità ed esperienza. È così che ciascuno di noi si riflette nell’altro, perché siamo tutti parte di un’unica grande danza di luce.



Ciascuna tradizione tramandata, ogni ricetta, è una pagina preziosa di quel grande libro della vita carico di saggezza e di affetti, al quale attingeremo per sempre. Aprire quel libro ereditato e arricchito è come possedere un libro degli incantesimi: può aiutare ogni volta che ci sentiamo soli o un po’ persi. A volte basta davvero infornare la crostata con la ricetta segreta della nonna (il segreto della nostra era l’olio extravergine di oliva al posto del burro. Una cosa strepitosa!!!), e di colpo la mente ritorna serena, ogni sensazione torna sotto controllo, pacifica. Si apre l’intuito e si rinnova la fiducia nella vita, come da bambini... Si apre la speranza e si schiudono nuove idee. Tutto torna nel potenziale, nuovo... Come dopo una nevicata🤍



Per noi e per tantissimi questo è sempre stato il mese più magico dell’anno, fatto per sognare, esprimere desideri e vederli realizzarsi. Fin da piccini si entra in contatto con la magia della stella cometa che segna il viaggio dei Re Magi, l’angelo nel presepe, l’abete ricoperto di luci e decorazioni natalizie, la prima neve che copre tutto di un velo bianco e soave, trasformando il mondo in uno scenario silenzioso e onirico dove sembra che elfi, fate e creature magiche possano lasciare impronte misteriose della loro fantastica presenza. QUESTA MAGIA ci scalda il cuore e ci pervade anno dopo anno, mentre cresciamo. Ci accompagna nella nostra vita, accendendosi ogni volta che sentiamo di voler coltivare un sogno... Un sogno che ci chiama.

Chiara Maria Gibelli

 

15 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page